“…i fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria. Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo, perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno.”
Mussolini

giovedì 7 aprile 2016



Achille Starace nacque a Sannicola di Gallipoli in Provincia di Lecce il 18 agosto 1889 da un’agiata famiglia di commercianti di vino ed olio. Studente non particolarmente brillante, nel 1905 si reca a Venezia per frequentare l’Istituto di Ragionieria. Quivi si sposa appena ventenne (1909) con Ines Massari, ponendo però la residenza di famiglia a Gallipoli. Frequentato il Corso Allievi Ufficiali nei Bersaglieri (1910), si congeda prima della guerra di Libia. Sempre in Veneto si dedica, come il padre, al commercio di vini, ma allo scoppio della Grande Guerra conosce e aderisce all’interventismo Mussoliniano e si arruola volontario. Combatté valorosamente distinguendosi subito per molti atti di coraggio e ottenendo una medaglia d’argento al valor militare, quattro di bronzo e diverse croci di guerra. Viene così promosso sul campo a Tenente e si congeda come Capitano.
Nel dopoguerra, divenuto Mussoliniano di ferro, è posto a capo dello Squadrismo tridentino, conducendo una vasta campagna propagandistica coadiuvato da Farinacci. Presidente del congresso di Bologna che nel gennaio 1922 vide la nascita della
Confederazione delle Corporazioni Sindacali Fasciste, partecipò alla Marcia su Roma. Fu Commissario Politico del Gran Consiglio del Fascismo nel 1923. Nel 1924 viene eletto Deputato, nel 1926 è alla Vicesegreteria del Partito e diventa Luogotenente Generale della Milizia, entrando nel Gran Consiglio del Fascismo. 

Giunge alla ribalta negli anni ’30 divenendo Segretario Generale del Partito Nazionale Fascista (1931-1939), promovendo una rinnovellata importanza politica della carica. In tale veste si fa carico in prima persona dell’inquadramento delle masse e della diffusione dello spirito e dell’etica Fascista. In quegli anni fu uno dei Gerarchi più importanti del Regno e fu il principale organizzatore delle adunate oceaniche e delle grandi manifestazioni del Regime. Sua l’introduzione del

cosiddetto “sabato Fascista”, giorno dedicato alle manifestazioni pubbliche del Regime e di tutto il Popolo d’Italia, unito nel Fascismo, nonché all’attività sportiva ed alla ginnastica (sabato ginnico). ‘E inoltre lui il cerimoniere delle manifestazioni e delle adunate, codificandone minuziosamente l’etichetta. ‘E ancora lui l’inventore e il realizzatore di motti, saluti e di tutto uno stile che diventerà tipico e caratterizzante (dal saluto al Duce perfettamente codificato, al “voi” Fascista, dalle parate dell’Impero alla divisa d’orbace). Sotto la sua guida il Partito divenne un organo d’importanza sempre maggiore nella vita pubblica. 

Questa impostazione ebbe da un lato molti grandi meriti, dall’altro alcuni difetti oggettivi. Tra i grandi meriti si annoverano: la difesa della lingua e della cultura Italiana con l’importantissima lotta per la purezza della lingua, contro le parole straniere od errate; la diffusione, anche con l’esempio, delle corrette pratiche igienico-sanitarie comprensive della promozione sportiva; l’istituzione delle Colonie marine e montane nonché delle Scuole rurali per i ragazzi, con il famoso “cambio d’aria” che tanta salute portò in ispecie alle popolazioni delle regioni povere. Tra i difetti oggettivi di quest’impostazione si trova invece un notevole eccesso di vuota retorica e di demagogia, a fronte di una scarsa reale diffusione dell’etica Fascista. 

Con lo scoppio della Guerra d’Etiopia s’arruola volontario ed è posto al comando della mitica colonna celere, di cui lascerà scritte le memorie nel celeberrimo libro “La Marcia su Gondar”. Ottiene una nuova medaglia d'argento al valor militare. 

Favorevole alle leggi razziali (1938), si allinea senza discutere all’alleanza con la Germania. Il 31 ottobre 1939 Starace viene sostituito da Muti alla Segreteria del Partito e diventa Comandante e Capo di Stato Maggiore della MVSN. Con la guerra di Grecia dell'ottobre del 40 è in prima linea al comando della Milizia, ma, dopo numerose sconfitte, rassegna le dimissioni.

Si ritira quindi dalla vita pubblica, rinunciando a tutte le cariche e conducendo vita schiva e spartana. Con l’avvento della RSI, si trasferisce a Milano, disponibile ad un eventuale chiamata del Duce. Tuttavia i tedeschi e gli stessi Repubblichini non si fidano di lui e lo confinano a Lumezzane, nel Bresciano, dal giugno al settembre del 1944, quando torna nel suo appartamento milanese. 

Il 28 aprile 1945, mentre in tuta da ginnastica fa la solita corsa mattutina in strada, assolutamente ignaro della sorte del Capo, viene apostrofato da un gruppo di uomini, che quasi scherzando gli urlano “dove vai Starace?”; al che egli risponde “vado a prendere un caffè”. Ma purtroppo si tratta di banditaglie partigiane, che lo rapiscono trascinandolo in una scuola vicina per organizzargli un processo farsa e assassinarlo barbaramente e altrettanto barbaramente condurlo allo scempio di Piazzale Loreto.


Starace al centro della fila in basso

ACHILLE STARACE
MONTA LA GUARDIA ALLA MOSTRA
DELLA RIVOLUZIONE FASCISTA


Starace e Italo Balbo all' Alfo Romeo


ACHILLE STARACE : LO STILE DI UN FASCISTA


Sul finire del 1939 a cura del Partito Nazionale Fascista, venne pubblicato un libro dal titolo Vademecum dello stile fascista. Esso conteneva i Fogli di disposizioni del segretario Achille Starace, giudicati di grande importanza per insegnare agli italiani - come scriveva nella prefazione Asvero Gravelli - quali dovevano essere lo stile e le norme di vita dei veri fascisti. E' da questa raccolta - certamente non maliziosa - che sono tratti i brani che seguono. 
(I Fogli staraciani uscirono quasi quotidianamente dalla fine del 1931 all'ottobre del 1939).
- Alla parola "comizio" d'ora innanzi prego di sostituire la parola "raduno di propaganda". Il comizio ci ricorda tempi superati per sempre.
- Il saluto romano non impone l'obbligo di togliersi il cappello.
- Non frequentare di giorno, e meno di notte, i cosiddetti locali di lusso. Andare il più possibile a piedi e quando è necessario adoperare la macchina utilitaria. Meglio la moto.
- Nelle cerimonie ufficiali niente tubi di stufa sulla testa, ma la semplice camicia nera della rivoluzione.
- Annunziata la chiusura delle iscrizioni al PNF sono spuntati gli immancabili ritardatari. Uno di costoro mi ha scritto di essersi deciso a entrare nei ranghi per evitare interpretazioni malevoli. Poi ha aggiunto testualmente: "Non so mentire! Desidero rimanere quale sono stato sempre, liberale di destra, della gloriosa destra che pur dette uomini eminenti." A mia volta, sulla stessa lettera ho scritto "fesso ritardario".
- Spesso in luogo del prescritto pantalone nero lungo, o del pantalone nero corto, con stivali neri, viene indossato un pantalone a righe, residuo di tight!!! Il commento è superfluo.
- Il verbale di una vertenza fra camerati è stato chiuso con la formula: "Si sono riconciliati con una stretta di mano". La formula da adottare deve invece essere questa: "Si sono riconciliati salutandosi romanamente".

- Ricordo il divieto di retrodatare l'anzianità di iscrizione e di consegnare tessere con cerimonie solenni. Una sola è la tessera che si consegna, quella numero uno destinata al Duce!

- Ho letto in un mezza colonna di giornale sette volte il nome di un segretario federale.

- Nella corrispondenza tra camerati, anzichè "all'Egregio", "all'Ill.mo", ecc. si scriva "al Fascista". Noto in proposito che la parola "fascista" pur essendo di natura aggettivale, quando si adopera come sostantivo va scritta con la iniziale maiuscola; va scritta minuscola quando invece si adopera come aggettivo.

- E' fatto assoluto divieto di portare il collo della camicia nera inamidato.

- In qualche angolo morto, non solo si è rimasti ancorati alla stretta di mano, ma accade anche che qualcuno resti mortificato quando gli si fa notare che si saluta romanamente. Sono tipi da studiare, come quelli che, salutando romanamente con molta cautela, fanno anche la riverenza.

- Ricordo che l'anno fascista, quello che interessa, è cominciato il 29 ottobre.

- In questi giorni nelle cronache si è fatto largo uso del verbo "insediarsi". Che un gerarca debba come primo suo atto dare l'impressione di mettersi a sedere, proprio no. Si dica invece: "Ha assunto la carica o l'ufficio, o le funzioni, ecc.". Anche il frasario è un tratto del fronte sul quale, prima o poi, bisognerà decisamente puntare.

- Bisogna decidersi a fare piazza pulita dei circoli, circoletti culturali e simili, nei quali si annidano spesso residuati dell'afascismo, se non dell'antifascismo.

- Noto che da qualche tempo a questa parte si criticano, generalizzando, i cosiddetti "gerarchetti". Premesso che i "gerarchetti" non esistono, debbo rilevare che la trovata è di cattivo gusto. Ammetto che fra tanti ve ne possa essere qualcuno non all'altezza, ma confondere l'eccezione con la regola significa vivere fuori della realtà o, peggio, essere affetti ad insita malevolenza. Nell'uno e nell'altro caso, in materia di requisiti fascisti, siamo all'oblativo assoluto.

- Alcuni elementi della cosiddetta "buona società" si abbandonano a melanconiche considerazioni contro l'incremento demografico che "rende più intensa la crisi" o contro la prole numerosa che "altera la linea". Si tratta di soggetti precocemente invecchiati che allo sport preferiscono il poker o il bridge, con relative bevande non certo di marca italiana. Costoro sono individui forse più infelici che colpevoli, ma il loro contegno diventa colpa delittuosa quando riveste carattere di propaganda contro la sanità e la potenza della stirpe.

- Non approvo che negli Istituti fascisti di cultura siano invitati a tenere conferenze Fascisti che domandano compensi.

- "Dedito alla stretta di mano", ecco la nota caratteristica da segnare nella cartella personale di chi persista in questa esteriorità caratteristica di scarso spirito fascista. L'annotazione è necessaria. L'esperienza fatta in questo campo ha dato eccellenti risultati per la valutazione di alcuni tesserati.

- Da qualche tempo a questa parte si vanno inventando "sabati" di ogni genere: dell'arte, della musica, della primavera, ecc. Ricordo che c'è solo il "sabato fascista".

- Titoli. "Il Segretario del Partito è giunto stamane a...". Questo è un titolo di stile fascista. "S.E. il Segretario del Partito Achille Starace è giunto...". Siamo allo stile fascista fortemente annacquato. "Starace è giungo stamane a...". Titolo di pessimo gusto!!

La corrispondenza deve essere aggiornata. Niente caro camerata, caro Tizio, cara eccellenza. L'indirizzo in testa alla lettera è sufficiente. Niente saluti cordiali, saluti fascisti, o peggio devoti saluti fascisti, veve e deferenti cordialità fasciste, che fanno pensare al saluto romano con la riverenza.

- 20 aprile 1938-XVI E.F. Faccio mia la proposta della Cronaca Prealpina sull'adozione del "tu" e del "voi".

- Ricordo che i gerarchi hanno l'obbligo di ricevere non soltanto i Fascisti, ai quali spetta la precedenza, ma anche tutti coloro che non militano nel PNF.

- L'uso di annunciare "la posa della prima pietra" ricorda vecchi tempi. Il Fascismo annuncia l'inizio dei lavori o il primo colpo di piccone: annuncio dinamico e concreto.

- Chissà perchè ci si attenda ancora a considerare la fine dell'anno al metro del 31 dicembre piuttosto che a quello del 28 ottobre. L'attaccamento a questa consuetudine è indice di mentalità non fascista.

- La pressione che alcuni esercitano per ottenere la qualifica di squadrista trova la sua ragione anche nell'entità del premio.

- I Fascisi e coloro che militano nelle organizzazioni del Regime validi, non bevano caffè o ne riducano al minimo il consumo. In questo modo fregheremo i paesi che, per vendercelo, vorrebbero il nostro oro.

- Vieto ai Fascisti di inoltare raccomandazioni di qualsiasi genere a favore di giudei.
- E' assurdo e riprovevole che dopo quanto è stato detto e scritto, anche dai gironali si stenti qua e là ad adottare il "voi" e a respingere nettamente il "lei". Avvero che d'ora innanzi non è da escludere che, individuati i soggetti ostinatamente recidivi, si proceda a loro carico.

Achille Starace in Africa Orientale in divisa da bersagliere

Starace e Mussolini in una foto del 1938.



















MILANO 29 APRILE 1945 

IL PROCESSO E LA FUCILAZIONE DI ACHILLE STARACE